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Saronno C.A.T. S.r.l.s.
Installazione e manutenzione di Impianti idraulici e termoidraulici
Installazione e manutenzione di Impianti idraulici e termoidraulici

L’azienda Saronno C.A.T. S.r.l.s. con sede a Saronno, in provincia di Varese, si occupa dell’installazione e della manutenzione di impianti di riscaldamento, condizionamento e ad energia solare.


   La nostra società nasce nel 1971 come ditta idraulica. Al giorno d'oggi abbiamo ampliato le nostre aree di competenza, pur restando attivi nel settore idrico per qualsiasi esigenza.

   I tecnici di Saronno C.A.T. sono in grado di installare tutti gli impianti in brevi tempo e a costi contenuti, assicurando sempre un risultato di qualità.


La professionalità e l’esperienza acquisita negli anni ci permettono di fornire soluzioni per ogni richiesta della nostra clientela, con la quale l’impresa si impegna ad instaurare un rapporto umano e trasparente.

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IMPIANTI



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ENERGIA SOLARE



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IMPIANTI

di riscaldamento e idraulici



Saronno C.A.T. S.r.l.s. è specializzata nell’installazione e nella manutenzione di caldaie, impianti di climatizzazione e idrici.


   Il servizio che offriamo è ampio e riguarda tutte le tipologie di condizionatori, caldaie, a gas e multi-combustibili, climatizzatori . e idraulica civile ed industriale


Per garantirti un funzionamento ottimale effettuiamo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, procedendo anche all’ eventuale sostituzione del prodotto.







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PANNELLI TERMICI A CIRCOLAZIONE NATURALE E SOTTO VUOTO

ENERGIA

solare termico



Gli impianti solari sono una tecnologia che permette la conversione diretta dell'energia solare in energia termica , utilizzata per il riscaldamento dell' acqua sanitaria.

Gli impianti solari termici da decenni nel mondo vengono installati , infatti gli impianti solari funzionano molto bene proprio per la loro semplicita' e la loro tecnologia affidabile e duratura a costi di investimento molto ridotti.

Come funzionano gli impianti solari termici e qui sono le varie tipologie

1) Impianti solari a circolazione naturale (serbatoio sopra i pannelli): il fluido contenuto nei tubi dei pannelli solari scaldandosi sale e cede il calore accumulato all'acqua contenuta nel serbatoio. Sono impianti di piccole dimensioni, di facile installazione e di costo ridotto:

2) Impianti solari a circolazione forzata (serbatoio posto sotto i pannelli, ad es. nel locale caldaia): una pompa permette la circolazione del fluido dal serbatoio ai pannelli solari.

Per scegliere il sistema solare più adatto alle vostre esigenze sia per il settore privato che per quello industriale, bisogna considerare vari fattori tra cui:

    • il numero di persone che utilizzano l'acqua calda

    • il periodo dell'anno in cui si intende sfruttare l'impianto

    • la località in cui verrà installato l'impianto

    • la temperatura di utilizzo dell'acqua calda

    • il tipo di processo produttivo

Ogni persona consuma mediamente tra i 60 e gli 80 litri d'acqua calda al giorno: da questo valore è possibile desumere la quantità totale di acqua calda che si prevede verrà consumata giornalmente dall'utenza (famiglia, albergo o altro).

Considerando poi il periodo in cui si vuole usare l'impianto (solo primavera/estate o anche autunno/inverno), la località in cui esso verrà installato, la temperatura di utilizzo dell'acqua calda, e il processo produttivo nel caso di attività industriali,si potrà procedere con la scelta dell' impianto più adatto.

Funzionamento impianti solari a circolazione naturale:

Gli impianti solari a circolazione naturale sono sistemi a circuiti chiuso, che funzionano a scambio indiretto e, non avendo pompe e componenti elettronici, necessitano di minima manutenzione. Nei tubi del collettore solare passa un fluido (glicole propilenico) che, esposto alle radiazioni solari, si scalda, diviene più leggero (si riduce la sua densità) e sale per convenzione (effetto termosifone) verso il serbatoio.

Il fluido, attraverso un'intercapedine del serbatoio, cede il calore all'acqua in esso contenuta, che confluisce nel circuito sanitario dell'utenza. Il glicole propilenico è atossico e, chiuso in un circuito sigillato, protegge tutto l'impianto dal rischio di congelamento.

Funzionamento impianti solari a circolazione forzata:

Gli impianti solari a circolazione forzata si differenziano da quelli a circolazione naturale, perche' la circolazione del fluido termovettore avviene grazie ad una pompa comandata dalla centralina, il calore dei pannelli solari è quindi trasportato al serbatoio tramite un circuito riempito di acqua glicolata (per evitare il gelo in caso di temperature rigide e assenza di sole). II sistema di regolazione elettronico ha il compito di confrontare la temperatura nell'accumulatore (T1) con quella dei collettori (T2). Se T2 e maggiore di T1, la pompa di circolazione viene avviata. II fluido termovettore, passando attraverso delle tubazioni isolate termicamente, arriva all'accumulatore, nel quale è presente uno scambiatore che consente il trasferimento del calore dal fluido all'acqua contenuta nel serbatoio.

INTEGRAZIONE TERMICA

Se l'apporto energetico proveniente dal circuito solare e insufficiente (cattivo tempo), oppure si verifica un elevato consumo di acqua calda, la temperatura nella parte superiore dell'accumulatore scende sotto un certo livello e allora la centralina elettronica comanda l'inserimento del sistema di riscaldamento ausiliario. Questo può essere termico (di solito gas, gasolio o legna) oppure elettrico (resistenza elettrica, privilegiata nei mesi estivi). I sistemi solari forzati sono caratterizzati da un flusso molto debole di acqua attraverso i collettori(principio low-flow) e da un eccellente effetto di stratificazione (distribuzione verticale della temperatura) nell'accumulatore, cosa che migliora in modo sensibile il rendimento globale dell'impianto

Per mantenere alta l’efficienza del tuo impianto solare è fondamentale affidarsi a tecnici competenti che siano in grado di intervenire su guasti o malfunzionamenti.







Impianti a fluido secondario e ad espansione diretta

Dal punto di vista frigorifero esistono due diverse possibilità tecnologiche d’impiego di un ventilconvettore: l’opzione che, come già visto, prevede il passaggio di acqua refrigerata o acqua calda all’interno dello scambiatore e l’opzione che invece prevede il passaggio direttamente del refrigerante all’interno dello scambiatore. Quest’ultimo, in tale eventualità, assume la funzione di vero e proprio evaporatore. La prima alternativa si realizza negli impianti a fluido secondario, ove il freddo e il caldo vengono veicolatidalla centrale frigorifera/termica fino all’ambiente climatizzato dall’acqua (come tipicamente avviene nei chiller), mentre la seconda viene adottata negli impianti ad espansione diretta, come ad esempio potrebbero essere gli impianti VRV o VRF.

Ovviamente ogni soluzione ha i suoi pregi ed i suoi difetti e la scelta per una alternativa o l’altra dipende da vari fattori che devono essere attentamente valutati in fase di progettazione dell’impianto.

Confronto sotto il profilo energetico

Una disamina dei vantaggi e degli svantaggi delle due diverse tipologie di impianti non può che partire da considerazioni di efficienza energetica.

Negli impianti con fluido secondario è necessario ricorrere ad uno scambio di calore in più rispetto agli impianti ad espansione diretta. Infatti, riferendosi al caso del raffrescamento dell’aria, il freddo che viene prodotto all’evaporatore viene trasferito grazie ad uno scambiatore refrigerante-acqua e poi grazie ad un secondo scambiatore acqua-aria. Nell’espansione diretta, invece, si ha un unico scambio di calore tra refrigerante e aria nell’evaporatore posizionato all’interno del ventilconvettore. Essendo in condizioni di lavoro normalil’efficienza di scambio inferiore al 100% del valore nominale, si registrano delle perdite in termini energetici nello scambiatore supplementare che invece non esistono nel caso dell’espansione diretta. Inoltre per il pompaggio del liquido frigovettore è necessario spendere energia.

Un secondo elemento da considerare è che in un impianto a fluido secondario è necessario isolare le tubazioni che convogliano l’acqua dalla centrale frigorifera al ventilconvettore. Come si vede in figura 1, infatti solitamentequest’acqua si trova ad una temperatura attorno ai 7-8 °Cper cui riceve continuamente calore dagli ambienti circostanti che deve attraversare. Comunque buono sia l’isolamento, un certo grado di riscaldamento dell’acqua risulta essere inevitabile, causando ulteriori perdite di tipo energetico. In un impianto ad espansione diretta, invece, solitamente le tubazioni che collegano l’unità motocondensante con il ventilconvettore sono percorse dal liquido condensato che si trova ad una temperatura superiore a quella degli ambienti che attraversa: per tale ragione tali tubazioni non vanno isolate e comunque traggono vantaggio dallo scambio di calore che si realizza, in quanto esso porta ad un ulteriore sottoraffreddamento del liquido e quindi ad un beneficio in termini di efficienza energetica.

Tale vantaggio teorico degli impianti ad espansione diretta viene comunque attenuato nella pratica dal fatto che essi non consentono uno sfruttamento pieno e completo della superficie dello scambiatore posto nel ventilconvettore, dato che l’ultima parte di essa deve essere impiegata per garantire il surriscaldamento del gas all’uscita dell’evaporatore. In un sistema a fluido secondario, invece, nello scambiatore acqua/aria posto nel ventilconvettore tutta la superficie di scambio viene sfruttata per il trasferimento del calore consentendo di ottenere un’elevata efficienza energetica, in compensazione parziale di quella che si viene a perdere a causa del ricorso al doppio scambio per il trasferimento del freddo.

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